Begotten - 1991

martedì 30 marzo 2010

Ci vediamo all'inferno, stanza 4, corridoio "esse"- Ingresso e Reception

Se avessi potuto scegliere io la destinazione, avrei scelto l'oblio. Perché ogni obbiettivo prefissato è già noto: ne conosciamo nome, suono e colore. Nulla di veramente enigmatico può essere tratto dalla nostra realtà. Mi trovo a ricordare di me stesso e dei miei sogni da ragazzo appena quattordicenne. Non è vero che il Bar Mitzvah è solo una processione ebraica senza senso, io l'ho passato sulla mia pelle questo cambiamento. Tornare a casa da solo per me era il massimo, poter scegliere come vestirmi e come parlare... Quel ragazzino è cresciuto, ora non veste più con la maglia del mio gruppo preferito e i Ray Ban, adesso porta i capelli corti, seppure gli occhi lasciano sempre trasparire la sua infantile ed innocente voglia di libertà. Spingersi oltre il riflesso delle iridi castano scuro nel mio specchio e rompere la routine, la prigione dei fessi, che hanno le chiavi della gabbia in mano e si chiedono come poter evadere. Un'ottima scelta di abiti, camicia bianca a maniche corte e jeans scuri. Si esce di casa, si fa rotta verso l'ignoto, che raggiungo in un paio di minuti. Ma se avessi potuto scegliere la destinazione avrei scelto di tornare indietro, perché l'oblio è la cosa che più spaventa la natura umana stessa. E questa porta rossa nasconde più di quanto un essere umano possa mai immaginare. O sopportare. Fra le nubi di tabacco aeriforme che è radicato nell'ingresso si intravede un corridoio. E un telefono. Rosso lucido, come la porta che mi ha fatto entrare in questo manicomio , un vecchio telefono a disco tirato a lucido come se fosse stato appena tolto dalla scatola. Compongo il numero e parte la musica. Ed è la solita, noiosissima musica da sala d'aspetto, ma mi trattengo dallo sbuffare per la noia «Qui parla la reception dell' Hell Hotel, chi vi parla è Steven»

«Salve Steven, mi dici che cazzo mi sta succedendo?»

«Attenda in linea signore, le passo il direttore dell'hotel.»

Uno stupido incubo, ecco tutto. Credo che queste occasioni possano capitare solo quando decidi di smettere di fumare. Il posacenere di marmo grigio alla mia destra mi tenta, ma desisto, attendendo al telefono.
«Buonasera signore. Io sono il direttore dell'Hell Hotel. Mi chiami pure Ian.»

«Salve Ian, tutto bene?»

«Diciamo che siamo in alta stagione, i clienti sono tantissimi, non riesco a stare in pausa mai più di un'ora, ed è raro che una "siesta" duri più di dieci minuti. Funziona così da più di un migliaio di anni ormai...»

«Lei è direttore da poco, vero?»

«Diciamo di si... Allora, qual è il problema?» Strano che questo tizio così cortese all'apparenza non mi chieda il mio nome.

«Beh, il servizio qui è fantastico, ma non so perché mi trovo qui.»

«Mi raggiunga alla stanza 4, nel corridoio "esse".»

«Si ma, non mi avete ancora spiegato perché sono qui...»

«Ah no? Beh, in questo caso vada alla reception più avanti. Appena avrà avuto istruzioni venga da me. Ci vediamo nella stanza 4, corridoio "esse". Non se lo dimentichi.» Ha attaccato. Metto giù il telefono, mi guardo attorno. Un lungo sospiro prima di dimenticarmi che potrei anche uscire di qui e tornare alla mia vita di tutti i giorni, ma il corridoio attrae il mio sguardo. Un vecchio corridoio polveroso, con imposte in metallo e piastrelle bianche e nere a scacchi. Mi alzo e comincio a percorrerlo lentamente, osservando le varie porte. Su una di queste vi è una targhetta rossa che recita:

ACTA EST FABULA
CORRUPTIO OPTIMI PESSIMA
DURA LEX SED LEX

Sulle altre, nulla. E io come la trovo quella stanza? Entriamo in questa. Un'immensa fila di persone, che fino a quel momento pensavo esistessero solo fuori da questo posto. Una ragnatela in alto, nell'angolo a sinistra della stanza. Una vetrata davanti che separa tutti da due persone, mi avvicino e scopro che si tratta di una vecchia dai capelli rossi ed un grembiule azzurrino, ed un giovane ragazzo con la camicia bianca ed una cravatta nera e bianca a pois, probabilmente è Steven. Ecco la reception. Cerco di mettermi in coda, ma un grosso tizio di colore, probabilmente la security, mi interrompe bruscamente «Lei cerca la stanza 4?» Lo fisso con stupore ostentato. «Si, corridoio "esse"» «Fila numero 01» mi indica un posticino vuoto, sotto all'angolo in cui trovo la ragnatela. Mi avvicino, guardandomi intorno incuriosito da quel grottesco aroma denso di sensi di colpa e ferite fresche di sangue. Ma in questo posto non esistono innocenti, e non capisco cosa posso farci io in un ufficio colmo di persone morte.

«Desidera?»
il ragazzo che mi ha risposto a telefono.

«Lei è Steven, vero?» mi sta sorridendo, che strano, chi se lo aspettava...

«Si, sono io, e lei è il tizio di prima a telefono... Cosa le serve?»

«Beh, ho parlato con Ian, il direttore, e mi ha detto che devo raggiungerlo nella stanza 4 , corridoio "esse"...»

sono smarrito, ma fisso Steven negli occhi, che non sembra altrettanto intenzionato a guardarmi. Però, che servizio efficiente. Sfoglia fra i documenti molto rapidamente, sono impressionato, è una persona fiscale ma mi ispira fiducia. «Bene, il suo nome prego?»

«Cosa?» temporeggio. Che ci faccio qui?

«Il suo nome, signor Harbour.»

«Mi chiamo Samuel Harbour.»

«...Samuel... Harbour.» il chiaro tratto di inchiostro nero fuoriesce fluido e continuo da quella vecchia stilografica argentata che impugna con la mano sinistra. «Ecco a lei, signor Harbour, buona permanenza all' Hell Hotel.»
«Ti ringrazio, Steven.»

4 commenti:

  1. Guarda, ho letto e non sembra male, è quello di cui mi parlavi l'ultima volta che ci siamo visti?

    Posso fare un commento stupido e senza senso? Secondo me i nomi non "calzano", sono banali.

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  2. Si rob, è proprio lui. Oh, per quanto riguarda i nomi, chissenefrega.

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  3. I nomi banali secondo me sono perfetti, rendono meno speciali i personaggi, così da farceli sembrare molto più comuni e quotidiani. Normali, insomma.
    L'inizio non è male, proprio no. Ho trovato solo un pò di difficoltà a immaginare la reception.

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  4. Samuel non ci fa troppa attenzione alla reception, ecco perchè.

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