Begotten - 1991

mercoledì 10 marzo 2010

zer0 - Chissà questo come è venuto...

Vuoto, enfasi di uno spazio maledetto e condannato all'inerzia, all'estasi impassibile della statica. Immobile, inflessibile, neutrale, freddo, la negazione, il rifiuto senza possibilità di scelte alternative, il bianco. La non-riflessione, la passività, l'oblio, il nulla. Irreversibile, insostenibile, velenoso ed indistruttibile, eterno. Implica la non-interazione, non è conoscibile, o comunicabile. Vuoto ed infinito, illimitato, spaventoso. Trovarsi al suo interno non è la fine, è la cancellazione del concetto del tempo, della fine e dell'inizio, sottointende la ripetitività, il circolo vizioso. Non c'è morte, nè vita, nè speranza. Ogni movimento è un illusione, ogni illusione è solo un sogno, ogni sogno è un ricordo, ogni ricordo è distrutto.

Distruggi ogni ricordo, ricorda i tuoi sogni, sogna le tue illusioni, illuditi di muoverti. Trova la speranza, scegli la vita, evita la morte finchè puoi. Esci dal circolo vizioso, evita le ripetizioni, comincia dall'inizio, trova la fine e disegna il tempo, abbandona il nido. Coraggio, riconosci i tuoi limiti e determina la tua pienezza. Comunica, conosci, interagisci, memorizza, agisci, rifletti. Colora ogni possibile strada diversa con l'accettazione, l'affermazione, il calore delle emozioni, della sensibilità, del movimento. Dinamica stupita e talvolta stanca, cambiamenti, realistica descrizione del sè, la pienezza.

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