Siamo forgiati dal fuoco della volontà (Bruce Lee)
...degli altri (Danilo Dardano)
Infinito in atto, il Me, infinito in potenza, il Fuori.
Per quanto vorremmo essere indipendenti dal giudizio, dalle azioni e dal pensiero altrui, ne siamo succubi eterni. La diversità umana è solo l'apparenza superficiale, la crosta d'argilla che la nostra crescita leviga a fondo per creare la statua del nostro Ego, della nostra persona. Il 98% del DNA umano è identico per ogni singolo individuo della specie. Il restante 2% indica per la maggior parte le caratteristiche fisiche esterne, come la dimensione del tuo naso, o il funzionamento del tuo fegato. Perchè allora si parla tanto di diversità, di essere unici nella propria persona, io sono semplicemente me stesso? Si nasce, tua madre ti mette all'asilo. Tu passi i tuoi tre, quattro e cinque anni di asilo dalle suore, o in un asilo comunale, oppure a casa senza andarci. Tre esperienze del tutto differenti. Cresci, vai in una scuola dove le maestre ti mettono dietro la lavagna per qualunque cosa tu faccia, oppure ti danno una caramella quando vai bene. Cresci ancora e leggi libri di fisica quantistica oppure di filosofia greca oppure leggi solo narrativa, o ancora, non leggi nulla. Ti fanno apprezzare la qualità tecnica necessaria a suonare un brano dei Genesis, oppure ti lasciano guardare la TV, giocare ai videogiochi piuttosto che con le carte. Questa è l'unica varietà di cui disponiamo.
Poichè la varietà nel carattere umano è relativa, cosa realmente influenza il nostro carattere in modo da rendere la società composta da individui così diversi? Le esperienze. E le esperienze non le possiamo scegliere noi quando abbiamo due o tre anni, anzi sfuggono al nostro controllo anche quando ne abbiamo sedici, diciassette o ventinove. Ogni istante è determinante ed inaspettato, ogni parola cambia la nostra essenza. Quando il mio professore di matematica ci disse «La sottrazione non esiste.» ha sconvolto me e quei pochi altri che sapevano gestire le situazioni inaspettate.
Ma tornando al sodo: Quando una persona mi viene a dire «Io sono solo me stesso» gli rido in faccia, perchè se lo merita. Sei te stesso? Dimostrami di avere un'idea veramente tua, qualcosa che non abbia già partorito qualcun altro prima di te e che non ti sia stato comunicato, qualcosa che non hai avuto il tempo di interpretare. Non ci riesce nessuno, il meccanismo di questa induzione è talmente radicato nel comportamento umano che nessuno può dire di esserne fuori, me compreso. Siamo ciò che ci è stato fatto. Ed è per questo motivo che chi cerca di risultare diverso commette un errore di fondo che porta all'incoerenza, perchè nessuno può essere diverso da nessun altro. Siamo tutti uguali: i vestiti che portiamo, la musica che ascoltiamo, il partito che votiamo, il dio in cui crediamo, sono solo cataratte, mantelli. E non ce ne rendiamo conto.
Fare è essere
L'unica cosa che può distinguerci davvero in questo mondo di cloni è l'azione. Noi siamo ciò che facciamo, non ciò che pensiamo, non ciò che indossiamo e non ciò che mangiamo. Non siamo ciò in cui crediamo, siamo ciò che dimostriamo di credere.
«Hey, ciao»
«Ciao! Cosa hai fatto ieri poi?»
«Ho appiccato un incendio, ho violentato una ragazza e mi sono impasticcato.»
«Ma... sei pazzo? La droga costa...»
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