Begotten - 1991

giovedì 18 marzo 2010

Devo scrivere un fottuto libro

e invece riesco solo a vaneggiare di presunti ideali che per me hanno valore se e solo se qualcuno lo legge, mi dice perchè gli piace e mi fornisce la sua interpretazione. Io non riesco ad interpretare quello che scrivo, e quando qualcosa non può essere interpretata liberamente, per me non vale nulla. Quello che io faccio è esporre le mie libere interpretazioni, cercando di arricchirle con dettagli accattivanti, tenendo un ritmo particolare, usando espressioni forbite. Sia chiaro comunque che scrivere ormai per me è una droga, ne sono dipendente, appagato, sono felicissimo quando rileggo ciò che scrivo, pensando che possa avere un significato e una originalità anche spiccata, ma, e questo ma è un universo infinito sia in atto che in potenza (adoro quel corso di matelosofia), riletto il post neppure una parola mi cambia la vita. Ci arrivate? Io sono morbosamente attaccato agli altri, voglio che mi circondiate, ho bisogno di voi, delle vostre parole. Quello che scrivo è dedicato a voi, è un regalo che vi faccio per ringraziarvi di essere così. E mi riferisco a Lisa, a Ciro, a Valerio (si anche a te), a Lorenzo, a Harley e a tutti quanti. Non so quanti di voi potranno leggere questa cosa, ma siate sicuri che voi siete tutto per me. Vivo con la paura costante che un giorno dovrò lasciarvi tutti, e la colpa sarà solo del mio scarso coraggio, dei miei scarsi riflessi e della mia personalità non proprio compatibile con la vita. Per questo motivo vi voglio avvertire, voglio dirvelo nel modo più diretto possibile, in modo che voi possiate leggerlo, perchè ho paura di esprimerlo a parole: io non resisterò a lungo.
E nonostante io stia frequentando questo mondo con questa consapevolezza non riesco a rendere significativa la mia esistenza per voi. Mi sento sbattuto al muro che circonda le vostre anime, come se non esistessi. E non riesco a prendere un po' di forza di volontà dai vostri insegnamenti, e questa è la cosa di cui mi vergogno di più in assoluto. Questo mi serve per andare bene a scuola, per stare bene con voi, per scrivere un libro. Non ho una trama, perchè appena ne colgo una non riesco a proseguirla, ne scrivo un frammento, una frase, un concetto, poi cade nel cassetto dei giocattoli vecchi, dove non scavo mai. Non riesco a ricucire le parti, mi perdo nella stesura del racconto, non so cosa fare. Io ho paura che non ci riuscirò mai.
L'unica trama che mi sembrava tanto solida ed importante è stata fatta a pezzi dalle circostanze ed ora ho paura di ricollegare le vostre esperienze attuali con le passate, perchè risulterei invadente. Ditemelo voi, cosa devo fare?

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