Begotten - 1991

mercoledì 24 marzo 2010

Meditazione

Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam

Il "Credo" di ogni artista. Partendo dalla mia idea, cioè, il mio "Io sono solo un succube passivo delle decisioni degli altri" escludo l'innatismo. Fatto ciò, decido che la mia vita si basa sulle esperienze sensibili e non, quindi non mi ritengo un empirista, ma qualcosa di più generico: Il mio essere è generato dagli altri, in particolare dalle scelte che gli altri fanno nei miei confronti. E dunque di essenzialmente mio cosa mi rimane? Le mie scelte sono davvero soltanto il frutto di ciò che gli altri hanno deciso per me?

La risposta è (quasi sicuramente) si, ma non per questo arrivo a considerare la mia persona una semplice pedina nelle mani del mondo, no. Distinguiamo il pensiero e l'azione, poichè il pensiero è influenzabile, le azioni no. Le azioni sono l'unica manifestazione della loro essenza, poichè sono esperienze che tutti possono giudicare, percepire. Dunque le azioni sono il nostro puro Io dal quale bisogna partire per cominciare la meditazione. L'artista è essenzialmente qualcuno che si esprime più coscientemente di altri, spesso mediante strumenti esterni come la musica o la pittura. L'artista è una persona che ha raggiunto una conoscenza più profonda del suo Io, una persona che quindi comprende i cambiamenti che il suo carattere mette in atto giorno dopo giorno. Dopo avere raggiunto la consapevolezza di essere influenzabili (io penso che siamo MOLTO influenzabili, altri potrebbero pensarla diversamente per cui lascio a voi definire in quale quantità le scelte degli altri influiscono su di noi) e quindi soggetti a cambiamenti più o meno costanti, ci riconosciamo come Essere Dinamico . A questo punto analizzare sè stessi deve essere una attività continua perchè un artista possa continuare ad esprimersi, per scoprire i cambiamenti che avvengono dentro di lui e quindi variare anche il suo modo di esprimersi. Perchè se ci si basa sulla Statica, sull'isolamento totale, nessuna esperienza giunge più a noi, e nessun cambiamento sostanziale può avvenire al nostro interno, nè quindi al nostro esterno. Per ora il mio V.I.T.R.I.O.L.V.M. è giunto a questa consapevolezza, per cui suppongo che dovrò continuare ancora molto prima di arrivare ad una conoscenza significativa del mio Io, e quindi dovrà passare ancora molto tempo prima che io possa scrivere al massimo delle mie potenzialità. Ma la parte interessante del discorso è costituito da una domanda che mi sorge davvero spontanea: se tutti noi fossimo "artisti", esploratori del nostro inconscio, coscienti del funzionamento della propria "dinamica caratteriale" come potrebbe essere il nostro mondo?

Se ognuno di noi sapesse che non nasce unico, ma lo diventa con il passare del tempo, non sarebbe più intenso ogni attimo della nostra vita? Prendetevi un'ora del vostro tempo a fantasticare su questo, e magari ditemi ciò che ne pensate...

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