Mormorava a scatti, quasi come se non volesse farsi sentire rendendosi noiosa. Ma erano parole che voleva dire, voleva liberarsi da questo segreto, e nessuno poteva saperlo. E nessuno lo venne a sapere. Roberta amava Ofelia, e nessuno lo sapeva.
Quando venne a sapere della sua morte restò un mese a letto. Perse il lavoro, e per i suoi amici lei si era suicidata due settimane dopo il funerale di Ofelia. Se l'avessi vista durante quei giorni, ora vi saprei dire come stava ma... Secondo me non ha mai smesso di piangere, nemmeno mentre dormiva. Ma ovviamente questa è solo una mia opinione, una supposizione. Mi chiamo Riccardo, sono uno degli amici di Ofelia e di Roberta, sono un insegnante elementare. Con i bambini ho un rapporto speciale, cerco sempre di farli imparare senza mai aprire quel cazzo di sussidiario che la scuola ha deciso di dover adottare. Nessuno capisce un cazzo, mai. Ofelia era il nostro mondo, ed era il suo. Era il mondo di Roberta più che il mio, più che di Stefano o di Luisa, di Fabrizio o di Stefania. Lei la amava, e non glie l'ha mai detto. Non riesco a immaginare come si possa sentire. E in tutta sincerità, non voglio nemmeno provarci, ma che questo rimanga in confidenza fra noi. Lei amava Ofelia, e io lo sapevo. Avrei dovuto starle vicino... Avrei saputo farlo. E invece no, io ho deciso che non era compito mio, e per un mese lei è sparita. Si è presentata di nuovo fra noi chiamando Fabrizio, il primo numero sulla rubrica del suo cellulare.
Fabrizio, dal canto suo, si è sentito carico di responsabilità e quando ha cercato di avvertirmi che Roberta l'aveva chiamato, non riusciva a dirmelo. Ci girava intorno, ho dovuto persino tirare a indovinare per capirlo, pensa un po'. Mi ha detto in seguito, quando si era calmato, che era colpa mia. Mi ha preso in disparte e mi ha sussurrato all'orecchio queste parole:
«Non puoi farci niente... E se davvero la ami, perchè cazzo non l'hai aiutata in questo periodo?»
Non ho saputo rispondere. Me lo sono scrollato di dosso come avrei fatto per qualche foglia caduta dagli alberi in autunno, o come della neve che rende più pesante il cappotto che indosso. Io amavo Roberta e non ho saputo starle vicino.
La cosa che mi fa arrabbiare è che... Non ci ho nemmeno pensato, a quel punto.
Non fate come me. L'amore è tutto, vittima e assassino.
Talvolta anche giudice, e condanna.
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