Begotten - 1991

lunedì 8 febbraio 2010

Ira

Chiudo le palpebre, stringo le mani, i muscoli del viso si contorcono, quelli del collo si contraggono ripetutamente, le sopracciglia si abbassano. Fisso il nemico, una persona scorretta nei miei confronti, un elettrodomestico, un cane che ringhia nella mia direzione, chiunque non capisca i miei discorsi, le mani si stringono ancora, ruoto i pugni verso l'interno del braccio, deglutisco. Ruoto il labbro inferiore verso l'esterno, mostrando i denti, il respiro si fa affannoso, il diaframma si muove più vistosamente, le unghie penetrano nel palmo della mia stessa mano, strizzo gli occhi, cerco di contenere le mie reazioni. Un respiro profondo e poi muovo le spalle, contraendo poi i muscoli delle gambe, le dita dei piedi, ruoto il capo verso destra, tornando infine con lo sguardo fisso davanti a me. Stringo ancora le mani, non so se ho paura oppure no, il mio nemico mi appare sempre più ripugnante, le mie mani scattano sulla mia fronte, i polpastrelli premono sulla pelle, le unghie graffiano a fondo il mio viso, ho gli occhi chiusi,inspiro a fondo e rapidamente, apro la bocca, separando le due arcate di denti, gonfio l'addome, spingo il diaframma verso l'esterno e dalla mia gola esplode un urlo spaventoso ed esasperato, graffiandola, riscaldandola, quasi come se scorresse il sangue dai miei polmoni fino alla lingua, mi lacrimano gli occhi, ho voglia di piangere , di urlare ancora senza fine, ho le mani chiuse a pugno, non controllo i miei movimenti e scatto in avanti. Le mie mani si abbattono con violenza contro il muso dello sconosciuto incontrato nell'autobus, scaravento a terra lo schermo maligno del televisore, prendo a calci lo stomaco del pastore tedesco che abbaia sempre quando mi vede mentre mi incammino per andare a scuola, uso l'altra mano, rompo i denti del mio coetaneo che si crede migliore di me perchè va a scuola con una macchina costosa, sollevo il televisore che trasmette solo show ipocriti e offensivi verso lo spirito mutevole dell'umanità, prendo a calci sul muso il cane, cospargo di benzina la macchina del sindaco, mi tremano le braccia, il petto, lo stomaco, deglutisco ancora. Prima che io me ne renda conto ho le nocche ricoperte di sangue, ferite dal vetro dello schermo, ho la suola delle scarpe sporca delle interiora del cane che ho schiacciato con rabbia, i miei vestiti si infiammano e per spegnere il fuoco mi batto violentemente le mani e le braccia addosso, ferendomi e bruciandomi gli arti. Ho il cuore in gola e comincio a correre.

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